19 errori che influiscono sulla tua SEO

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Tabella dei Contenuti

19 errori che influiscono sulla tua SEO è un vademecum di tutte quelle “falle” spesso riscontrabili, che influenzano le percentuali di clic e il posizionamento del tuo sito sui motori di ricerca.

Conoscerli ti può sicuramente aiutare ad affrontarli e aumentare il ranking del tuo sito.

Da uno studio condotto dai ricercatori dell’università di Cambridge che ha valutato l’aderenza della pagina di destinazione alle migliori pratiche sulle prestazioni del sito, ha verificato che non esisteva una pagina con un punteggio perfetto.

Seppur vengono seguite le best practice in ottica SEO, ogni sito web è destinato a presentare una minima percentuale di errore.

Pertanto non scoraggiarti se non raggiungi la perfezione, ma analizza tutti i 19 errori che influiscono sulla tua SEO e che puoi evitare, per proseguire col piede giusto e migliorare il ranking del tuo sito.

1 – Contenuti duplicati: cosa fare?

Secondo la guida di Google Search Console:

“Il termine “contenuti duplicati” si riferisce in genere a blocchi considerevoli di contenuti all’interno o tra i domini che sono identici o molto simili. In genere questa pratica non è all’origine ingannevole.”

Google cerca di indicizzare e visualizzare pagine contenenti informazioni distinte, quindi se due o più pagine hanno un contenuto identico, diventa difficile per i motori di ricerca determinare cosa inserire e cosa non inserire nelle pagine dei risultati.

Il risultato è che il valore del contenuto ne risente, perchè il potere di indicizzazione di uno verrà suddiviso tra i diversi contenuti.

Di conseguenza il ranking del sito potrebbe peggiorare o addirittura essere rimosso dai risultati.

Ma quindi come possiamo risolvere questo problema? Utilizzando il tag canonico!

La canonicalizzazione ti permette di dire a Google quale pagina preferisci per l’indicizzazione.

Qui la guida dettagliata per inserire il tag canonico nel tuo sito web.

2 – La tua pagina non compare nelle ricerche? Controlla il Noindex

Se vuoi che il motore di ricerca non indicizzi una pagina, devi inserire il meta-tag noindex nel codice HTML o restituire un’intestazione noindex nella richiesta HTTP.

In questo modo dalle scansioni successive, verrà rilevato il tag o l’intestazione e il bot di Google eliminerà definitivamente la pagina dai risultati di ricerca di Google.

Trovi maggiori informazioni dal sito ufficiale Google Search qui.

A volte però, può succedere di dimenticare di aver inserito il tag noindex e succede che i motori di ricerca non indicizzano alcune pagine che in realtà dovrebbero indicizzare.

Annota quindi le pagine in cui hai inserito il tag: solo tenendone traccia eviti l’errore!

3 – Utilizzo di iFrame

L’ iFrame è un elemento HTML che si trova all’interno di un altro elemento HTML.

Per esempio nel tuo sito web puoi incorporare tag esterni come per esempio un video di youtube, inserendo un’ iFrame.

Includendo elementi esterni nella propria pagina, l’utente invece che spostarsi su altri domini, continuerà a navigare sul sito web aumentandone la facilità d’uso e la UX.

L’ iFrame non viene rilevato correttamente ai motori di ricerca e questo ne abbassa il ranking, la qualità della pagina, la velocità di caricamento e può portare un rischio che riguarda la sicurezza, pishing o malware

Leggi anche: come aumentare le revenue del tuo eCommerco con la CRO

4 – Conteggio basso delle parole

Un contenuto, o un articolo deve avere un numero sufficiente di parole per essere esplicativo. Questo non implica sull’essere lungo o breve, ma sull’avere valore per il lettore.

Pertanto un testo deve dare giustizia all’argomento, contenere sufficienti parole chiavi, essere robusto, completo e scorrevole per rispondere in maniera soddisfacente alle domande del tuo visitatore.

In caso contrario Google lo considererà “scarno” .

5 – Sbarazzati di Flash!

Se non l’hai già fatto sbarazzati subito di Flash!

Un tempo, quando l’HTML era limitato, Flash era usato per dare un tocco di vita alle pagine web.  Dal 31 Dicembre 2020 è considerato obsoleto ed è stato ritirato da tutti i browser.

Se una pagina HTML contiene contenuto Flash, verrà comunque indicizzata, ma Google ignorerà i componenti Flash. Se una pagina è costruita interamente con Flash (file SWF), non verrà affatto indicizzata.

6 – AMP per velocizzare il caricamento delle pagine

AMP è un framework molto utile, che aiuta a velocizzare il caricamento delle pagine per dispositivi mobili.

Se la tua pagina non è ottimizzata per i dispositivi mobili, non verrà nemmeno classificata, quindi evita questi errori comuni.

All’interno del tuo AMP potrebbero essere tag obsoleti, pertanto per mantenere il tuo sito Web senza intoppi è meglio eliminarli.

Se vuoi approfondire questo argomento tecnico clicca qui.

7 – Errori CSS e Java Script

Attenzione ai fogli di stile CSS e ai codici JavaScript: non sono sempre compatibili con AMP.

Prima di pubblicare online il tuo lavoro, assicurati che sia privo di errori e ogni tanto fai dei controlli.

8 – Codice di stato del server 4xx

A volte si verificano dei problemi a livello di server, come il codice 4xx

Questa tipologia di errori, può contribuire a farti ottenere meno visite al tuo sito web da parte dei bot di Google, perché andrà contro i suoi limiti.

Troppi errori influiranno negativamente anche sul tuo PageRank e mineranno le opportunità di collegamento.

9 – Codice di stato del server 5xx

Gli errori 500-509 indicano che il tuo server non può eseguire le richieste dei tuoi visitatori. 

Ciò minerà anche il PageRank e il collegamento.

10 – Google bloccherà i contenuti misti

Cos’è un contenuto misto?

Il contenuto misto si verifica quando una pagina Web sicura (caricata tramite HTTPS) contiene script, stili, immagini o altri contenuti collegati che vengono serviti tramite il protocollo HTTP non sicuro. Questo è chiamato contenuto misto.

Il contenuto misto presenta un rischio per la sicurezza per il visitatore del tuo sito e per il tuo sito web.

Bisognerebbe provvedere ad eliminare o correggere questo tipo di contenuti.

Per individuarli attualmente ci sono plugin scanner o software come: Really Simple SSL o SSL insecure content.

11 – Password non sicura

Inserimento password non sicuro: un campo renderà una pagina HTTP non protetta, rendendo le password suscettibili di furto.

12 – Nome dominio non corrispondente

Assicurati che il nome di dominio per il quale è registrato il certificato SSL corrisponda al nome visualizzato nella barra degli indirizzi.

Potrebbe comparirti versione TLS obsoleta: attualmente l’ultima versione è TLS1.3. 

Assicurati che il tuo sia aggiornato!

13 – Pagine Orfane

Una pagina senza collegamenti ad essa è chiamata pagina orfana.

I motori di ricerca, come Google, di solito trovano nuove pagine in due modi:

  • Il crawler segue un collegamento da un’altra pagina.
  • Il crawler trova l’URL elencato nella mappa dal sito XML

Quindi, se vuoi che Google esegua la scansione della tua pagina e la indicizzi deve essere in grado di trovarla.

 Se vuoi saperne di più sulle pagine orfane, come trovarle e come correggerle clicca qui.

14 – Collegamenti a pagine reindirizzate

Assicurati di collegarti direttamente alle pagine di destinazione e non diventare complice di black hat di qualcuno!

Ovvero dovete essere attenti e certi di non collegare una pagina doorway, che è una delle tante tecniche SEO black hat che possono uccidere una campagna SEO.

15 – Collegamenti da pagine errate

Se un sito Web con una cattiva reputazione si collega a te, può abbassare il tuo PageRank.

Puoi con questo strumento di Google Search Console scollegarti da questa tipologia di pagine.

16 – Non utilizzare la memorizzazione nella cache

Se utilizzi la memorizzazione nella cache, il sito carica una parte del contenuto una volta invece di caricare il 100% del contenuto per ogni visita.

17 – Non abilitare la compressione

Ciò comporterà la riduzione del numero di byte trasportati attraverso la rete e più comunemente assume la forma di compressione di file HTML, JavaScript e CSS.

Ciò ridurrà il numero di byte trasportati attraverso la rete e più comunemente assumerà la forma di compressione di file HTML, JavaScript e CSS.

18 – Attributi Hreflang

Gli attributi hreflang, sono noti anche come rel = “alternate” hreflang = “x”e servono a consentire a Google di riconoscere la lingua di una pagina specifica in modo che possa fornire risultati in quella lingua.

Hreflang però può causare conflitti con:

  • rel = URL canonici.
  • URL hreflang in conflitto.
  • Nessun URL hreflang autoreferenziale.

19 – Valori Hreflang non validi

Utilizza sempre insieme il prefisso internazionale e la lingua in forma corretta. Utilizza un trattino per separarli, inserendo prima il codice del paese e poi il codice della lingua.

In conclusione se annoterai i 19 errori che influiscono sulla tua SEO, possiamo dirti certamente che migliorerai la percentuale di clic e l’esperienza dei tuoi visitatori.

Buona ottimizzazione!

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