Non navigare sul web, usa bene i social network

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Negli anni abbiamo assistito ad un cambiamento costante e continuo del mondo così come lo conoscevamo; siamo passati dal mondo reale e tradizionale, al mondo dei social network e del digitale in modo lento, graduale ma allo stesso tempo in modo incisivo e definitivo.

Se dovessimo pensare a non avere più lo smartphone o un account social, penso che molti di noi inizierebbero a disperarsi, eppure il fenomeno Facebook & friends è recentissimo; si parla di soli 8 anni fa dalla prima versione del social.

Ora invece è parte integrante della nostra vita o di quella della nostra attività commerciale. 

In questo articolo vogliamo analizzare il cambiamento registrato negli ultimi anni, cercando di descrivere il contesto attuale e come sfruttare al meglio il passaggio dal mondo tradizionale al mondo digital.

social network

Il mondo cartaceo, reale, terreno così come lo conosciamo e lo viviamo ogni giorno,  sta lasciando progressivamente spazio ad un altro mondo: il digital.

Per i nostalgici vi è una brutta notizia: dovete abbandonare il mondo a voi caro e convergere nel mondo digitale prima che sia troppo tardi.

Non è un avvertimento minaccioso ma la realtà. I dati dimostrano come il comportamento di acquisto del consumatore sia cambiato passando da “reale-digitale-reale” a “digitale-reale-digitale”.

Questo accade perché il consumatore è cambiato: nelle “ere” precedenti il cliente era solito percepire uno stimolo di consumo dall’ambiente esterno (vetrina, pubblicità, passaparola), ricercare le informazioni su internet e ,successivamente, compiere l’acquisto in store.

Ora lo schema è completamente cambiato: il consumatore che riceve lo stimolo, ricerca le informazioni sul prodotto virtualmente attraverso le community, i social o gli influencer, dopodiché acquista il prodotto (non è detto che l’acquisto avvenga in store ma può avvenire anche sul web) ed infine, ritorna sul web per descrivere la propria esperienza di consumo ed influenzare a sua volta altri utenti.

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Dall’altro lato invece, troviamo i venditori o gli imprenditori che da sempre, hanno avuto contatti personali con i clienti e reputano il mondo del digital una soluzione più marginale.

In realtà tutto questo è cambiato. Il cliente finale entra nel negozio per misurare o “vedere dal vivo” il prodotto, ma non è detto che lo acquisti in store.

Con queste terrificanti parole non voglio spaventare o scoraggiare nessuno anche perché il mercato e-commerce in Italia funziona, è in crescita (+ 8% rispetto il 2013) ma non registra dati particolarmente elevati per essere percepito come una minaccia per l’acquisto in store.

Prima di entrare nel vivo del discorso ed analizzare il perché il mondo digital è diventato un elemento fondamentale per le logiche di business, è doveroso fare una piccola analisi del mercato nel quale dobbiamo muoverci.

Negli ultimi anni abbiamo registrato imponenti cambiamenti negli stili di vita dei consumatori come:

  • un aumento degli utenti che utilizzano internet;
  • aumento  degli utenti sui social network;
  • aumento delle app e servizi direttamente collegate ai social network;
  • aumento del tempo medio degli utenti su internet.

Prendendo in considerazione solo i dati relativi alla nostra nazione, sappiamo che la popolazione totale è di 59.80 milioni di cui 37.67 milioni (circa il 62%) navigano su internet ed il dato sembrerebbe destinare a crescere nei prossimi anni.

Alto è anche il numero di utenti sui social che registrano 28 milioni di user attivi mensili, di cui 24 milioni accedono ai servizi social tramite smartphone.In altre parole, ci troviamo di fronte un utente sempre connesso.

Questo è dovuto all’utilizzo del mobile (+ 27%) che consente accessi veloci, semplici e in qualsiasi momento, che all’utilizzo di applicazioni potenzialmente utili per l’utente.

Pensiamo a TripAdvisor grazie al quale è possibile sceglie un locale in base le recensioni degli utenti o ai sistemi di messaggistica istantanea su Facebook, che consentono l’interazione fra gli utenti senza un effettivo scambio di numeri telefonici.

Dai social alle App, dai motori di ricerca ai servizi di messaggistica instantanea, è possibile definire il tempo medio dell’utente (senza far riferimento ha generazioni specifiche) che è di circa 120 minuti al giorno.

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 Ci troviamo quindi nel bel mezzo di una valanga in cui abbiamo un aumento vertiginoso di utilizzatori di servizi internet e, soprattutto, un aumento di iscritti ai social network.

I social media, evolvendosi a seconda delle richieste di mercato, hanno creato tool in grado di gestire e catalogare gli utenti secondo i dati anagrafici ma, soprattutto, in base a interessi, abitudini di consumo e hobby.

Tendenzialmente questo costituisce un enorme vantaggio per tutti coloro che vorrebbero investire in pubblicità.Il cambiamento rispetto alle logiche tradizionali (e qui arriviamo al nocciolo della questione) è la reale possibilità di far arrivare la nostra offerta solo a quegli utenti potenzialmente interessati.

È importante distinguere una differenza tra le pubblicità tradizionali e quelle digitali: nelle prime si utilizzano maggiormente i canali più conosciuti (radio, televisione, stampa) colpendo un elevatissimo numero di utenti ma senza che questi rispettino un’effettiva profilazione.

Nel secondo caso, invece, l’offerta è indirizzata agli utenti che hanno dimostrato un effettivo interesse verso quel prodotto/servizio, delineando così un target altamente profilato, aumentando così le possibilità di conversione per l’utente.

Uno dei parametri su cui Facebook si basa per calcolare l’efficienza di una campagna advertising, è la profilazione.

Tanto più una campagna è targetizzata, tanto più bassi saranno i costi per sostenerla. Per fare un esempio un po’ più concreto, quando noi di BriefMe gestiamo campagne pubblicitarie Facebook, la prima cosa che facciamo è creare una strategia attraverso la quale è possibile evidenziare i clienti potenziali in base ai loro interessi, le abitudini o più semplicemente i propri gusti, e racchiuderli in cluster.

Dopo aver individuato i segmenti di mercato potenziali, è possibile comporre inserzioni Ads, riducendo così i costi finali.

Infine, la pubblicità sui social, permette di superare i confini territoriali in cui l’azienda opera rivolgendosi ad un target molto più ampio ad un costo inferiore.

Essere presenti nei social è diventato un elemento imprescindibile per le attività di networking e di business: da un lato si ha la possibilità di raggiungere molte più persone rispetto a quanto accadeva nei confini territoriali, e dall’altro si ha la possibilità di creare una  brand reputation o rafforzare la notorietà del brand attraverso operazioni di social media studiate ed accurate.


Mi rendo conto che passare da logiche A a logiche B in meno di dieci anni non deve essere molto semplice, specialmente quando si viene letteralmente investiti dal cambiamento.

Però il cambiamento offre possibilità e la mossa vincente per trarre profitto è cavalcare l’onda del cambiamento meglio e più velocemente degli altri.

Se anche tu vuoi sfruttare al massimo il potenziale dei social network, scopri tutti i nostri servizi dedicati o inviaci una e-mail a [email protected] per fissare un appuntamento con i nostri esperti.

Stay tuned, stay engaged e stay happy.

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